Agriturismo Floriani | Macerata

La famiglia Floriani

Immerso nel verde di contrada Montanello, a Macerata, l’Agriturismo Floriani è un luogo che sprigiona serenità, bellezza e armonia. Dichiarato inagibile in seguito al terremoto che ha colpito il Centro Italia nel 2016, l’attività ha subito un’inevitabile battuta d’arresto ma, ora, grazie all’energia della natura e a quella di persone speciali con una grande grinta, ci sono tante novità…
Scopriamone di più in questa intervista a Veronica Floriani

  1. Piacere di conoscerti, Veronica. Raccontaci qualcosa di te e della tua famiglia. 

Sono una garden designer e nella vita mi sono sempre ritrovata in mezzo alla natura. Anche il compagno della mia vita, Franz, non a caso è biologo marino, uno dei primi permacultori italiani, appassionato e conoscitore di viticoltura! Nel 2013 è nato nostro figlio Tobia! Viviamo nel nostro agriturismo con chi l’agriturismo l’ha pensato e osato mettere in pratica quando ancora in pochi si approcciavano alla cosa: Carla e Andrea, i miei genitori. Poi ci sono Punto e Maggie (i nostri cani), Cèky, Cianko e Tato (i nostri gatti), Arco e Freccia (le nostre papere) e Rossana e Bianca (le galline)!

  1. Quando è nato l’agriturismo?

L’agriturismo è nato nel 1997; inizialmente è stata aperta l’osteria – i miei precedentemente avevano un ristorante sempre in campagna – poi, una volta ultimati i lavori di rifacimento del tetto del casino di caccia della famiglia di mia madre e il restauro del casale dell’800, abbiamo iniziato l’accoglienza. Io ero all’epoca adolescente e ricordo ancora quando mia madre ci propose il suo progetto che in famiglia accogliemmo entusiasti. Negli anni sono stati fatti tanti lavori di miglioramento tra cui la piscina 10 anni fa.

Agriturismo Floriani | Macerata
  1. Quali danni ha provocato il terremoto? Come è cambiata la vostra vita dopo il sisma?

La notte del 24 agosto 2016 avevamo l’agriturismo pieno, tanta paura da farci dormire in tenda nel giardino per qualche giorno e da dichiarare finita la stagione. Da quel giorno nessuno ha più chiamato per prenotare per molto tempo. Uno stato di attesa e silenzio per riuscire a sentire l’arrivo della prossima scossa. La casa per fortuna ancora non era stata dichiarata inagibile, gli inagibili per il momento eravamo noi. Ad ottobre la botta grossa invece è arrivata e a quel punto tutti fuori: totalmente inagibile.
Per fortuna un tetto dove potersi riparare ce l’avevamo, grazie al restauro fatto dai miei del casale dell’800, diventato fulcro dell’accoglienza con tre appartamentini e due camere matrimoniali. Pochi vestiti, cani e gatti, tutti appassionatamente in circa 40 mq. Ma siamo fortunati e ancora ce lo ripetiamo. Fortunati si, ma la nostra vita ovviamente si è sconvolta, non solo a livello emotivo ma soprattutto a livello lavorativo. I posti letto sono dimezzati, non abbiamo più una sala dove fare le colazioni e le cene. Il tutto è rimediato, sempre con tanta passione e amore per quello che facciamo ma sicuramente ora è un atto di resistenza. Il lavoro è dimezzato e con lui anche le entrate e le capacità economiche per affrontare anche solo semplicemente i lavori di manutenzione.

  1. A due anni dal sisma, il desiderio è quello di far rivivere il luogo dove avete vissuto e lavorato per tanto tempo. Come ti immagini il futuro di quel posto? 

Dopo due anni ti rendi conto che non puoi continuare ad aspettare e che l’unico modo per continuare a sopravvivere è reinventarsi, resistere e continuare a vivere. Gli approcci in famiglia sono vari e a volte discordanti. Ci sono momenti di completa demoralizzazione in cui pensi sia meglio gettare la spugna e, altri, in cui ti dici che, se sei qui in questo momento, è perché sei in grado di risollevarti. La visione del futuro è ogni giorno diverso. Ci si concentra sull’oggi e sui quei piccoli passi che si possono fare per continuare a RESISTERE! Ma sotto sotto il futuro lo visualizzo e funziona tutto, l’organismo Azienda riprende tutte le sue funzioni e tutti i suoi progetti (più difficile per i miei, ormai settantenni)…

E dopo due anni nasce “Il bosco dei Flò”,un contenitore che vuole promuovere attività socio-culturali per la valorizzazione del patrimonio naturale organizzando incontri, attività e laboratori permanenti intorno al teatro, alla musica e ai suoni, alla land art, alla fotografia, all’arte del cibo, della costruzione, installazioni e performance in ogni stagione dell’anno, legati dal filo comune della natura. Si rivolge a tutte le fasce d’età volendo sottolineare il valore di far lavorare insieme le varie generazioni.
L’idea è quella di creare un nuovo spazio di cultura, condivisione, arte e bellezza per il territorio con lo scopo di utilizzare al meglio un bene da condividere con la comunità, in collaborazione con le associazioni del luogo.
Se amate la natura e avete idee, proposte o sogni… contattate Veronica e andate a conoscere questo bosco speciale!

Vi segnaliamo il prossimo evento che si terrà al Bosco dei Flò il 10 ottobre 2018: Permacultura & Food Forest con Giuseppe Sannicandro. Per saperne di più, contattate Veronica (veronicacf@tiscali.it – 3491401174).

Per informazioni: pagina facebook .